Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

The End of Theory

Luglio 10, 2008

The Data Deluge Makes the Scientific Method Obsolete [link]

hiring o assumere

Marzo 9, 2007

Cerco “hiring” su un motore di ricerca e BOOM trovo una selva di concetti risonanti che mi tornano utili, tra cui segnalo:

http://www.ericsink.com/bos/Hazards_of_Hiring.html

http://www.paulgraham.com/hiring.html

http://www.joelonsoftware.com/articles/GuerrillaInterviewing3.html

Cerco “assumere” e trovo solo vuoto pneumatico. Con “selezionare” la cosa non migliora.

The World is Flat – Multiple Identity Disorder

Gennaio 12, 2006

un piccolo estratto da The World is Flat di Thomas Friedman
In un mondo piatto, ogni singolo individuo può trovarsi a ricoprire alternativamente diversi ruoli:
consumatore,
impiegato,
cittadino,
persona che paga le tasse,
investitore.

Le tensioni tra queste nostre diverse identità rischiano di tramutarsi in conflitti sempre più difficili da risolvere.
Nel 1800 il grande conflitto era tra il lavoro e il capitale. Oggi è tra i clienti e i lavoratori, e l’azienda si trova nel mezzo. I consumatori si rivolgono alle aziende e dicono: “Dammi di più per meno”. Allora le aziende si rivolgono ai dipendenti e dicono loro “Se non mi dai di più per meno, allora abbiamo un problema. Come azienda, io non posso garantirti un lavoro, e nemmeno un rappresentante sindacale ti può garantire un lavoro, solo un cliente può farlo.
un piccolo estratto da The World is Flat di Thomas Friedman

un’altra chicca: the threat to the ‘leisure-time society’
In China today, Bill Gates is Britney Spears. In America today, Britney Spears is Britney Spears-and that is the problem.

EGBG telemarketing Antiscript

Gennaio 8, 2006


da http://www.xs4all.nl/~egbg/italiaans.html
Il settore del Direct Marketing considera il telefono come uno dei suoi più utili strumenti di lavoro. I consumatori sono di opinione opposta: più del 92% di loro ritengono le telefonate di carattere commerciale come una violazione della loro privacy. Gli operatori di telemarketing usano un telescript, cioè un percorso guidato per condurre un’intervista telefonica. Questo script crea uno sbilanciamento di forze a favore dell’operatore nei confronti del consumatore. E’ proprio questo sbilanciamento, più di ogni altra cosa, a fare il successo telemarketing. L’ antiscript EGBG cerca di riequilibrare il bilancio di forze.
da http://www.xs4all.nl/~egbg/italiaans.html

Il problema del compromesso

Novembre 21, 2005

estratto da “the big moo
Ogni organizzazione con più di una persona è un luogo di compromesso. Se vuoi ottenere qualcosa (l’ok per un progetto, l’approvazione di un budget, una grossa vendita) devi accettare dei compromessi.
Il più delle volte sembra che “qualcosa” sia sempre meglio di “niente”. Se non accetti dei compromessi, non si realizza niente. Ma questo desiderio di accontentarsi di “qualcosa” spiega per cui così tante cose siano mediocri. Ci spiega perché sia così difficile fare cose notevole, e perché le cose notevoli primeggino così facilmente. Il motivo è che se tutto è una forma di compromesso, tutto è quindi mediocre. […]
In un progetto, ogni passo della catena di approvazione richiede un ragionevole compromesso per andare incontro alle esigenze di questa o quella persona, così da non rischiare che il progetto si blocchi. Vi è mai capitato?
I compromessi sono serviti per fare contenta ogni persona coinvolta, ma alla fine il risultato finale del progetto non è piaciuto a nessuno.
Il primo passo per contrastare questa tendenza, è capire come il compromesso corrode proprio le cose che siamo così impegnati a fare. Più spesso di quanto si creda, ottenere “qualcosa” è in verità molto peggio che ottenere “niente”. Più spesso di quanto si creda, è meglio non fare niente piuttosto che mettere sul mercato qualcosa di mediocre.
Vent’anni fa l’industria automobilistica giapponese ha risolto i propri problemi di controllo qualità usando una tecnica chiamata Kanban. Invece di seguire la tecnica americana di avere un sacco di componenti presso la linea di montaggio, in cui ai dipendenti era detto semplicemente di scartare i componenti difettosi che non riuscivano a montare, i giapponesi adottarono una strategia completamente diversa. Decisero di tenere esclusivamente un singolo componente alla volta presso la linea di montaggio. Se il componente non fosse stato perfetto, l’intera linea di montaggio si sarebbe fermata finchè un nuovo componente non fosse arrivato.
Gli americani dissero che i giapponesi erano pazzi. Tutti sapevano che mantenere in movimento la linea di montaggio era la l’unico modo per fare automobili. Se un’auto completata non fosse stata abbastanza buona, allora l’avrebbero sistemata dopo averla fatta uscire dalla linea di montaggio.
Quello che Toyota e Honda capirono fu che l’atto di fermare le linea di montaggio avrebbe mandato un forte segnale a tutti i lavoratori e a tutti i fornitori. Di sicuro la linea non avrebbe dovuto fermarsi molto spesso. Ogni componente migliorò qualitativamente, perché nessuno voleva essere essere la causa di un fermo della produzione. Di conseguenza, il miglioramento dei componenti migliorò anche le autovetture. Con il Kanban, pochissime auto uscivano dalla linea di montaggio con difetti da rilavorare successivamente. Risulto anzi molto più economico e veloce costruire le macchine giuste la prima volta che non sistemarle dopo.
Dovresti provare la stessa cosa nella tua organizzazione. Rifiuta i compromessi. Vedi cosa succede. Per un periodo la linea di montaggio rallenterà o anche si fermerà. La merce non verrà spedita, lo sviluppo dei nuovi prodotti si bloccherà. E poi succederà una cosa interessante: le persone capiranno che è stupido trovare dei compromessi solo per continuare a far funzionare il sistema in maniera mediocre. Lo scopo di un sistema è far bene il suo lavoro. Ma se il sistema pregiudica il suo stesso lavoro, allora bisogna cambiare il sistema.
estratto da “the big moo

Il principio di Peter

Settembre 28, 2005

Il principio di Peter
Ieri mi hanno parlato del principio di Peter (1969):
in un’organizzazione “meritocratica” ognuno viene promosso fino al suo livello di incompetenza. Cioè se una persona sa fare bene una certa cosa la si sposta a farne un’altra. Il processo continua fino a quando ognuno arriva al livello di ciò che non sa fare – e lì rimane.
oggi l’ho ritrovato su gandalf.it

37signals.com/manifesto

Giugno 30, 2005

Solo un link per il mio amico Ludovico.

Polaroid-o-nizer™

Giugno 20, 2005

polaroid2

Reith Lectures

Aprile 6, 2005

Non é direttamente riconducibile ai sistemi informativi e agli affari ma sono temi che ogni mente pensante avrá piacere di conoscere…
Questa settimana ho comperato un libro: che cosa sappiamo della mente. Un libro affascinanante e assorbibile, pubblicato in occasione della partecipazione di Vilayanur S. Ramachandran alle Reith Lectures. Cosa sono le Reith Lectures? Non lo sapevo, ma non vi dico la felicitá quando oggi ho ritrovato il libro in versione originale sul sito della BBC Radio, che organizza le Reith Lectures e le rende disponibili (in formato testo e audio) sul proprio web.

BBC each year invites a leading figure to deliver a series of lectures on radio. The aim is to advance public understanding and debate about significant issues of contemporary interest.

Insomma oltre ad un invito sono un grande riconoscimento.
Il tema di quest’anno é “il trinfo della tecnologia” presentato da Alec Broers.

The Lectures
Lecture 1: Technology will Determine the Future of the Human Race
Lecture 2: Collaboration
Lecture 3: Innovation and Management
Lecture 4: Nanotechnology and Nanoscience
Lecture 5: Risk and Responsibility