estratto da “the big moo”
Ogni organizzazione con più di una persona è un luogo di compromesso. Se vuoi ottenere qualcosa (l’ok per un progetto, l’approvazione di un budget, una grossa vendita) devi accettare dei compromessi.
Il più delle volte sembra che “qualcosa” sia sempre meglio di “niente”. Se non accetti dei compromessi, non si realizza niente. Ma questo desiderio di accontentarsi di “qualcosa” spiega per cui così tante cose siano mediocri. Ci spiega perché sia così difficile fare cose notevole, e perché le cose notevoli primeggino così facilmente. Il motivo è che se tutto è una forma di compromesso, tutto è quindi mediocre. […]
In un progetto, ogni passo della catena di approvazione richiede un ragionevole compromesso per andare incontro alle esigenze di questa o quella persona, così da non rischiare che il progetto si blocchi. Vi è mai capitato?
I compromessi sono serviti per fare contenta ogni persona coinvolta, ma alla fine il risultato finale del progetto non è piaciuto a nessuno.
Il primo passo per contrastare questa tendenza, è capire come il compromesso corrode proprio le cose che siamo così impegnati a fare. Più spesso di quanto si creda, ottenere “qualcosa” è in verità molto peggio che ottenere “niente”. Più spesso di quanto si creda, è meglio non fare niente piuttosto che mettere sul mercato qualcosa di mediocre.
Vent’anni fa l’industria automobilistica giapponese ha risolto i propri problemi di controllo qualità usando una tecnica chiamata Kanban. Invece di seguire la tecnica americana di avere un sacco di componenti presso la linea di montaggio, in cui ai dipendenti era detto semplicemente di scartare i componenti difettosi che non riuscivano a montare, i giapponesi adottarono una strategia completamente diversa. Decisero di tenere esclusivamente un singolo componente alla volta presso la linea di montaggio. Se il componente non fosse stato perfetto, l’intera linea di montaggio si sarebbe fermata finchè un nuovo componente non fosse arrivato.
Gli americani dissero che i giapponesi erano pazzi. Tutti sapevano che mantenere in movimento la linea di montaggio era la l’unico modo per fare automobili. Se un’auto completata non fosse stata abbastanza buona, allora l’avrebbero sistemata dopo averla fatta uscire dalla linea di montaggio.
Quello che Toyota e Honda capirono fu che l’atto di fermare le linea di montaggio avrebbe mandato un forte segnale a tutti i lavoratori e a tutti i fornitori. Di sicuro la linea non avrebbe dovuto fermarsi molto spesso. Ogni componente migliorò qualitativamente, perché nessuno voleva essere essere la causa di un fermo della produzione. Di conseguenza, il miglioramento dei componenti migliorò anche le autovetture. Con il Kanban, pochissime auto uscivano dalla linea di montaggio con difetti da rilavorare successivamente. Risulto anzi molto più economico e veloce costruire le macchine giuste la prima volta che non sistemarle dopo.
Dovresti provare la stessa cosa nella tua organizzazione. Rifiuta i compromessi. Vedi cosa succede. Per un periodo la linea di montaggio rallenterà o anche si fermerà. La merce non verrà spedita, lo sviluppo dei nuovi prodotti si bloccherà. E poi succederà una cosa interessante: le persone capiranno che è stupido trovare dei compromessi solo per continuare a far funzionare il sistema in maniera mediocre. Lo scopo di un sistema è far bene il suo lavoro. Ma se il sistema pregiudica il suo stesso lavoro, allora bisogna cambiare il sistema.
estratto da “the big moo”